Crisi di Impresa: Pianificazione e Throughput Accounting

Updated: May 11


Abbiamo già trattato l'argomento della crisi di impresa in altri blog, evidenziando come sorga un obbligo di pianificazione economico-finanziaria.

L'argomento che vogliamo approfondire in questo articolo è il seguente: la pianificazione economica con i metodi tradizionali del budget a costi del venduto produce risultati molto lontani dal vero cash flow.

Come semplificare il processo per poter avere una vista più vicina ai futuri flussi di cassa e semplificare la trasformazione del flusso economico nel flusso finanziario?

ll Throughput Accounting: un modello semplice per ridurre i gap tra il risultato economico e quello finanziario

Risultati economici eccellenti possono in realtà nascondere trappole finanziarie insidiose.

Quante volte capita di magnificare un risultato economico eccellente, per poi scoprire una situazione finanziaria al limite della sostenibilità.

I gap principali sono dovuti a:

  • Gap temporale tra la manifestazione economica e quella numeraria (ricavi conseguiti ma fatture ancora da incassare oppure costi maturati a fronte di fatture non ancor scadute)

  • Ammortamenti, componenti che incidono sul risultato economico ma che hanno già manifestato il loro esborso finanziario nel passato per l'acquisizione ad esempio di macchinari

  • Magazzino: ossia costi sostenuti nel presente, ma sospesi al futuro quando ci si aspetta di trasformare le scorte in nuove vendite.

Tra tutti questi effetti, il più subdolo è certamente più complesso da riconciliare tra la vista economica e quella di cassa è sicuramente quello dovuto alle scorte in magazzino.

Gli effetti delle scorte sul conto economico e sul cash flow

Da un punto di vista aggregato, il magazzino si può classificare in diversi modi. Osservandolo dal punto di vista del processo di trasformazione:

  • Materie Prime e Componenti, ossia i materiali e semilavorati acquistati da terze parti per essere ulteriormente processate.

  • Semilavorati o WIP: sono i materiali immessi nel flusso produttivo che non sono ancora stati completati in un prodotto finito.

  • Prodotti Finiti: ossia i prodotti completi in attesa di vendita.

  • MRO: Maintenance - Repair - Overhaul: sono tutti quei materiali di consumo o di manutenzione che non rientrano nel valore finale del prodotto.

Osservando il magazzino da un punto di vista della sua rotazione, abbiamo:

  • Stock Ciclico: ossia il materiale che ha una domanda attiva e che viene consumato regolarmente tra un replenishment e l'altro.

  • Buffers & scorte di sicurezza: sono le scorte di sicurezza per far fronte a variazioni della domanda e per la sincronizzazione dei flussi in produzione.

  • Stock in eccesso: lo stock che eccede le due componenti suddette, e che può essere causato ad esempio dalla politica dei lotti, strategie di hedging.

  • Inactive & stock obsoleto: lo stock sul quale non vi sono ordini di vendita e nemmeno forecast, oppure che è diventato obsoleto causa innovazione tecnologica, con una consistente perdita di valore.

Fatte queste premesse, vediamo quali sono gli effetti dello stock in contabilità:

Magazzino Materie Prime

Da un punto di vista finanziario, il flusso dei corrispettivi per il pagamento delle materie prime si sostiene al momento del pagamento delle fatture ai fornitori. Da un punto di vista economico, questi costi vengono sospesi al magazzino in stato patrimoniale.

Semilavorati e WIP

Sono le materie prime che hanno subito alcuni stadi del processo produttivo. Il valore di queste materie è pari al costo delle materie prime utilizzate, più il valore aggiunto (i costi di trasformazione) addizionati nel corso del processo produttivo (lavoro + una quota degli overhead). In ambienti a flusso rapido e corti lead time, il valore del WIP è in genere trascurabile. In ambienti Job Shop dove le code sono importanti, il valore del WIP tende ad essere molto alto. Da un punto di vista economico, questi costi continuano ad essere sospesi nei conti di magazzino nello stato patrimoniale, da un punto di vista finanziario, i costi del valore aggiunto si manifestano del costo del lavoro che si paga tutti i mesi, nelle fatture per le utenze, ecc.

Prodotti finiti

Come il WIP sono pari al valore dei materiali diretti e componenti di terzi più la completezza del valore aggiunto di trasformazione illustrato in precedenza. Come sopra, i costi si manifestano finanziariamente nel pagamento dei costi legati alla capacità

  • Quando il prodotto viene venduto, tutti i costi (che hanno già avuto manifestazione finanziaria) vengono ribaltati al conto economico, riallineando quindi la vista economico-finanziaria;

  • Se il prodotto non viene venduto, i costi accumulati al prodotto finito continuano a rimanere sospesi nello stato patrimoniale, ed il gap tra vista finanziaria ed economica non viene colmato.

Moltiplicando questo effetto per migliaia di articoli a magazzino, è chiaro come l'impatto sia enorme:

  • da un punto di vista economico l'accumulo di scorte ha un effetto positivo sull'EBIT in quanto ne sospende i costi nello stato patrimoniale (sono costi rinviati al futuro);

  • da un punto di vista finanziario l'impatto è negativo: un aumento delle scorte comporta un drenaggio di liquidità;

  • anche l'impatto gestionale è negativo: effetti negativi sui lead time e generazione di ulteriori carrying cost.

Come minimizzare l'impatto delle scorte tra la vista finanziaria e quella economica

Sebbene il gap tra manifestazione numeraria ed economica sia impossibile da eliminare (avrò sempre delle fatture da ricevere e da emettere), è tuttavia possibile ridurre drasticamente l'effetto delle scorte nella distorsione tra vista di cassa e vista economica.

In aiuto viene il Throughput Accounting, tecnica contabile sviluppata a supporto della Teoria dei Vincoli. Vediamo in cosa differisce.

La principale differenza sul trattamento dei costi riguarda appunto la sospensione dei costi al magazzino. Il throughput accounting, avendo l'obiettivo di rimuovere incentivi alla produzione di scorte in eccesso, sospende al magazzino esclusivamente i costi dei materiali diretti. Così facendo, i costi di trasformazione vengono imputati al conto economico nel momento in cui si manifestano come spese operative.

Il vantaggio di questa impostazione nella pianificazione

Dal differente trattamento illustrato dei conti di magazzino, discende un evidente vantaggio: ricordiamo per un attimo che l'obiettivo è quello di predisporre una pianificazione finanziaria utile al calcolo del DSCR (Debt Service Coverage Ratio).

Per ottenere il rendiconto finanziario, il punto di partenza è la pianificazione economica (es. il Sales & Operations Plan)

Con una pianificazione economica elaborata secondo il modello di throughput accounting, per allineare la vista economica alla vista di cassa dei conti di magazzino è sufficiente stimare l'impatto dei materiali diretti (la variazione delle scorte di materie prime) per allineare il profitto al cash flow.

Con la contabilità a costi pieni, le operazioni di allineamento sono invece significativamente più complesse, in quanto il magazzino include anche il valore aggiunto, ossia una quota parte di salari e stipendi pagati al personale diretto ed indiretto, altri costi dell'area produttiva, oltre che le quote di ammortamenti (che peraltro è di nuovo un costo che ha avuto la sua manifestazione numeraria nel passato).

In altre parole, la pianificazione economica con il modello del throughput accounting si presta bene al raccordo economico finanziario senza necessariamente utilizzare sistemi particolarmente complessi per assolvere ai requisiti della Crisi di Impresa (DSCR a 6 mesi)

  • Il modello, classificando i costi per natura, permette di stimare in modo semplice la manifestazione numeraria da quella economica (es: applicando il DPO ai conti acquisti)

  • Elimina le complessità dovute alla sospensione del valore aggiunto a magazzino

  • E' molto semplice da adottare - soprattutto per le PMI - in quanto non richiede l'implementazione di complessi modelli di ribaltamento costi

  • E' molto semplice da tenere sotto controllo

  • Non richiede l'implementazione di software complessi

Oltre a semplificare quindi il raccordo alla pianificazione finanziaria pe assolvere ai requisiti imposti dalla nuova Crisi di Impresa, il modello porta ulteriori vantaggi - ad esempio rispetto al product costing cosi comè per la politica degli inventory fino alle analisi di redditività per la scelta del mix produttivo già illustrati negli altri articoli del blog.

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